


Le origini di San Marco dei Cavoti risalgono, presumibilmente, intorno alla metà del XIV secolo: il centro nacque dalla fusione di una colonia di Provenzali, al seguito degli Angioini nel Regno di Napoli, con gli abitanti dell'antico Castellum Sancti Severi sorto nello stesso territorio dove, al tempo dei Sanniti, si trovava la città di Cenna (in località ora chiamata Zenna). L'antica San Severo era arroccata, probabilmente, sull'odierno Toppo Santa Barbara e presentava le caratteristiche delle città sorte nel Medioevo.
Intorno all'anno 1000 la città fu feudo dei Conti Franchi di Avella, mentre, in epoca normanna, appartenne ai conti di Ariano. Sotto il regno di Guglielmo II, San Severo fece parte della contea di Buonalbergo e poi della contea di Apice. Durante la dinastia sveva passò prima ai Balbano e poi ai Maletta. Nel 1349 il feudo era in possesso di Guglielmo Schabran, conte di Ariano e di Apice, quando fu completamente distrutto da un violento terremoto.
Rimasto spopolato e distrutto l'intero feudo di San Severo, Luigi Schabran, succeduto al padre Guglielmo nel 1352, bandì l'invito al ripopolamento della cittadina offrendo condizioni favorevoli a quanti l'avessero accolto, come, ad esempio, successioni di pascoli, anticipi di cereali per l'alimentazione e per la semina, esenzioni fiscali ed altro ancora.
Quando un gruppo di Provenzali seguì Carlo I d'Angiò e si stabilì in questa zona, il paese fu rinominato in San Marco dei Cavoti (1353-1355). Il termine "Cavoti" deriva dal francese Gavots ed indica gli abitanti di Gap, città della Provenza dalla quale sembra provenisse la colonia francese più numerosa, mentre il nome "San Marco" deriva dal loro santo protettore.
I l paese rimase in possesso degli Angioini fino al 1435, anno in cui il feudo venne acquistato da Onorato Gaetani, conte di Fondi e di Morcone, che militava nell'esercito di Alfonso d'Aragona. Alla fine del conflitto franco-spagnolo (1494-1502), ai Gaetani d'Aragona vennero confiscati, per l'appoggio offerto ai Francesi, i beni più importanti, i possedimenti terrieri.
Nel 1528, con privilegio del viceré del regno di Napoli Filippo di Schalons, il feudo passò a Cesare Cavaniglia, i cui membri vissero nel palazzo marchesale fino alla prima metà del XVIII sec. Agli inizi del XIX secolo il marchesato passò alla famiglia Caracciolo, appartenne, poi, al Principato Ultra ed in seguito, nel 1861, entrò a far parte della provincia di Benevento.
